Pochi giorni dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha incontrato il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca e ha sollecitato una pressione più dura su Mosca, gli Stati Uniti hanno deciso di esentare Rosneft Deutschland GmbH e le entità collegate dalle sanzioni che colpiscono il gigante petrolifero russo – a tempo indeterminato.

Bloomberg News ha riportato per prima la notizia mercoledì, con l’Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro statunitense che dovrebbe formalizzare la decisione già venerdì.

Rosneft Deutschland, posta sotto amministrazione fiduciaria tedesca nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina, detiene partecipazioni in raffinerie chiave tra cui l’impianto PCK di Schwedt vicino a Berlino, oltre a strutture legate a MiRo e Bayernoil. Questi siti riforniscono di carburante la regione della capitale e la Germania orientale. Berlino ha sostenuto che le attività sono ormai completamente separate dalla società madre russa, una posizione che Washington ha riconosciuto in una recente “Letter of Comfort”. La precedente deroga temporanea sarebbe scaduta il 29 aprile; la nuova esenzione a tempo indeterminato elimina completamente quella scadenza.

Il ministero dell’Economia tedesco ha accolto con favore lo sviluppo, affermando di essere in un dialogo “stretto e molto costruttivo” con le autorità statunitensi. Funzionari e fonti del settore sottolineano che la deroga riduce il rischio di interruzioni nella raffinazione in un momento in cui il conflitto in Medio Oriente sta già sconvolgendo i mercati energetici globali.

Le opinioni degli analisti: pragmatismo prima della purezza

Con la diffusione della notizia, i primi commenti degli analisti hanno interpretato la decisione come una chiara concessione pragmatica piuttosto che come un indebolimento dell’intero regime di sanzioni contro la Russia. Gli esperti di sicurezza energetica osservano che costringere le raffinerie tedesche a fermarsi avrebbe rischiato di provocare carenze immediate di carburante e forti aumenti dei prezzi in tutta Europa — un esito che Washington ha evidentemente scelto di evitare mentre si sviluppa la crisi iraniana. Un osservatore del settore lo ha definito “una vittoria del lobbying per Berlino che dà priorità alla stabilità degli alleati rispetto alla coerenza ideologica”.

Gli specialisti delle sanzioni sottolineano che la mossa si inserisce nello stile transazionale di Trump: un’applicazione selettiva che premia gli alleati cooperativi. Confermando la separazione delle attività da Mosca, gli Stati Uniti possono mantenere la pressione sulle operazioni centrali di Rosneft in Russia proteggendo al contempo le catene di approvvigionamento europee. I critici, tuttavia, avvertono che esenzioni indefinite potrebbero erodere la credibilità delle sanzioni occidentali se percepite come scappatoie per grandi attori.

Le implicazioni più ampie sono due. Per la Germania, la decisione offre certezza a lungo termine alle raffinerie che da anni si trovavano in un limbo giuridico. Per il regime delle sanzioni, segnala che l’amministrazione Trump è disposta a concedere eccezioni mirate quando sono in gioco interessi economici degli alleati — anche mentre mantiene una retorica dura nei confronti della Russia. Resta una questione aperta se questo precedente incoraggerà altri paesi a cercare esenzioni simili.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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